Quando durante il sonno,
l’anima si sottrae all’abbraccio del corpo
e il corpo è come morto quando viene meno il confine del corpo,       
l’anima rimemora il passato,
discerne il presente,
prevede il futuro.
M.T. Cicerone, Della divinazione, I.63

Il sogno, il discorso sul sogno, a mio avviso, può essere rappresentato come una sorta di continuum: si va dal ritenerlo un prodotto di scarto fino a considerarlo una dimensione parallela, dotata della stessa realtà della veglia, ed eventualmente invertibile se la nostra vita da svegli non ci piace. Fra questi due poli si snoda tutto il pensiero onirico, dagli antichi ai sognatori di stanotte.

Il percorso di consapevolezza personale che propongo ha come presupposti teorici l’approccio di pensiero e clinico  di Jung e di Perls e mira all’integrazione di parte scisse del Sé che emergono durante il sogno. Queste parti di noi, del nostro inconscio, ogni notte ci parlano sotto forma di  cavallo, cane, casa, strada… e chiedono di essere prese in carico ed integrate nella nostra consapevolezza. Sono parti di noi e che al tempo stesso pescano e rimandano all’umano e comune inconscio collettivo. Saggio ed eterno.



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