Adolescenti: istruzioni per l’uso… ma cosa cavolo passa per la testa di mio figlio?

L’adolescenza può essere un momento davvero complicato e perfino tragico (pensiamo ai fenomeni del bullismo, dell’anoressia, del “blue whale challange”, per citarne solo alcuni) o quantomeno di grande confusione, sia per i nostri ragazzi che per noi genitori, insegnanti, e adulti di riferimento. Ed effettivamente caos e turbolenza sono spesso la cifra della vita con gli adolescenti. Questo ciclo di vita è però al contempo una fase di grande opportunità: il cervello dell’adolescente è al massimo della sua espansione ed è inoltre altamente plasmabile. Quindi noi adulti possiamo cogliere questa possibilità se smettiamo di considerare l’età dell’adolescenza come l’età del rischio a cui si può solo sopravvivere e invece diventiamo consapevoli di come questa sia l’età delle opportunità. Saremo in grado allora di riconoscere i talenti e le grandi potenzialità dei nostri ragazzi e supportarli nella loro meravigliosa ed unica espressione di sé. Con grande soddisfazione per noi e per loro.

Gli adolescenti vivono una fase fisiologica di incredibili cambiamenti ormonali, endocrini e neurologici. Il cervello adolescente ha una architettura neuronale profondamente diversa rispetto a quello degli adulti. Le aree cerebrali del sistema limbico, il cervello emotivo, sono al massimo dell’espansione (molto più che nella fase adulta) ma al contempo la zona preposta all’autoregolazione (la corteccia prefrontale) è ancora altamente immatura. Una sorta di Ferrari con un guidatore con il foglio rosa, che sta facendo scuola guida. E gli istruttori a fianco siamo esattamente noi, genitori ed educatori (insegnanti, allenatori, maestri di danza, ecc). Quindi è nostra piena responsabilità di adulti far sì che quella “Ferrari” prosegua nel suo viaggio bella rossa splendente e “non ammaccata”.

Diventa pertanto fondamentale instaurare una relazione di stima e fiducia reciproca con i nostri ragazzi: non possiamo chiedere rispetto se non siamo disposti come adulti a darlo a nostra volta e per primi (ricordiamo che apprendimento avviene principalmente per “imitazione”).

E per i professionisti della relazione di aiuto diventa ancora più importante stabilire una forte alleanza con i nostri clienti, bambini ed adolescenti, fornire loro uno spazio di accoglimento ed ascolto sicuro e riuscire così a diventare “dottoressa dei segreti” come mi chiama una mia piccola paziente.



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